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Lilli e il vagabondo, i protagonisti, che cani!

“L’uomo è il miglior amico del cane”, ed è proprio di quest’ultimo che parlerà l’articolo di oggi, quindi come avrete ben capito, si signori, ecco a voi Lilli e il vagabondo.

Partiamo dal dire che il live action di Lilli e il vagabondo è probabilmente il più decente tra quelli trattati negli articoli precedenti.

Visivamente è molto accettabile, tenendo conto che nonostante la CGI siano comunque riusciti a girare un intero film con dei cani veri come protagonisti.

Sarebbe stato carino se, visto il volere della Disney di evitare razzismo e cliché (ricordiamo i gatti siamesi nel classico), ad interpretare Tony e Joe, ovvero il proprietario del ristorante e il cuoco, fossero stati due attori italiani, che avrebbero reso sicuramente meglio con il loro inglese maccheronico e senza il famoso e sdoganato gesto.

Possiamo notare una dualità per quanto riguarda la comicità, quella tra gli umani funziona, quella tra i cani no, è infatti ciò che lo rende un tipico film family friendly da guardare un sabato sera noioso in tv.

Nonostante tutto, ci sorge una domanda che è comune in tutti gli articoli di questa sezione: perché cambiare la storia?

In ordine, Whisky che non si sa per quale motivo diventa Jackie e fa anche la modella.

Il bambino che diventa una bambina e che parte insieme ai suoi genitori lasciando zia Sara a badare a Lilli.

In più leggermente diversa rispetto al classico è la caratterizzazione di Biagio, che nel live action manca di un po’ di coraggio, vedendolo capirete il perché.

Altre cose che ci hanno fatto storcere il naso ma che non possiamo dirvi per gli spoiler sono: la questione del recupero di Lilli dal canile, il castoro e la scena finale.

Voi che ne pensate?

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Pubblicato da Filmaparte

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