Volete vedere un film che vi faccia mettere in discussione tutto portandovi a domandarvi cosa sia reale e cosa no?
Potrebbe esserci Kadaver.
Oppure potreste farvi un favore e guardare qualcosa di serio come Inception o Shutter Island.

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Kadaver ci ha regalato una certa delusione rispetto alle aspettative e al potenziale iniziale del film.
Sappiamo ormai di dirlo troppo spesso, ma accollatevelo ancora una volta: l’input era interessante e promettente, ma il suo sviluppo è caduto nei cliché dell’horror, rendendo l’esperienza meno coinvolgente di quanto avremmo sperato.
L’idea iniziale, più che interessante, è stata sviluppata in modo davvero poco originale, causando un senso di prevedibilità e scontatezza nelle situazioni e nei colpi di scena.
Questa mancanza di sorprese influenza non poco la fruizione del film, perché uno dei punti forti dell’horror è proprio la capacità di tenere lo spettatore con il fiato sospeso attraverso l’inaspettato.
Così facendo purtroppo Kadaver diventa a tratti noioso, il che può essere un problema notevole quando si tratta di un genere come l’horror, che dovrebbe essere in grado di mantenere alta l’attenzione attraverso tensione e suspense costanti.
L’approccio positivo alla scenografia è però degno di nota.
Un ambiente visivamente affascinante può contribuire a creare un’atmosfera adeguata per un film del genere e aggiungere un elemento di immersione.
Purtroppo però questo non è sufficiente a compensare le mancanze nella trama e nell’esecuzione generale.
Un film non può puntare tutto su un unico reparto, soprattutto se manca di contenuto e realismo.
Abbiamo notato delle pecche importanti, molte cose non tornano.
Attenzione spoiler
Per prima cosa, i bambini.
Viene esplicitamente detto che i bambini non sono ammessi allo spettacolo, perché cruento e non adatto alla loro età, così viene fatta un’eccezione per Alice.
Tuttavia una volta all’interno si possono vedere molti più bambini presenti.
La protagonista chiede spiegazioni che non le vengono date, ma lo spettatore comprende facilmente che deve trattarsi di attori.
“Okay, spiegazione data” direte voi.
E invece no.
Questi bambini non si vedono più per tutto il corso del film, nemmeno alla fine, e non ha senso che fossero tutti attori, perché prima di diventarlo sarebbero dovuti essere ospiti.
Ma se i bambini non sono ammessi allora come facevano ad essere ospiti?
E in più questo leva importanza all’eccezione fatta per Alice.
Non vogliamo tediarvi, ma i problemi purtroppo non finiscono qui, perché alcuni avvenimenti non seguono le regole della fisica, come per esempio la morte di Lars.
Il suo peso avrebbe spostato il gancio, che per giunta era anche rivolto verso un altro lato, è palese che non sia reale.
O ancora non ha senso che lei si accorga che il cibo è di cartone solo guardandolo, perché all’inizio del film lo aveva già osservato da vicino senza notare nulla.
Ma peggio di questo c’è solo il fatto che abbiamo reso possibile l’apertura di una porta dall’esterno con le chiavi inserite nella serratura dall’interno.
Dai. Per favore.
Fine spoiler
Mettere da parte il reale, anche solo per un po’, rappresenta un punto di rottura per molti spettatori, perché la coerenza e la credibilità delle azioni e delle situazioni sono fondamentali per l’immersione nell’esperienza cinematografica.
Nonostante le potenzialità iniziali e la scenografia affascinante, Kadaver ha fallito nel cogliere appieno l’occasione di creare un’esperienza horror coinvolgente e memorabile.
Voi che ne pensate?
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